Installazione mobile di Anna Romanello alla Chiesa di Santa Maria Annunziata: la Croce irradia, ed è avvolta, da Acqua, Luce, Spirito.

Laudetur Jesus Christus!

Nel libro della Genesi, al principio del principio, é scritto “Lo SPIRITO di Dio aleggiava sulle ACQUE. Dio disse: sia la LUCE. E Luce fu.” Incontriamo subito una triade: Acqua, Luce, e Spirito: diverrà una costante nelle Sacre Scritture; dalla Genesi sino all’Apocalisse, i tre termini appariranno continuamente, nelle varie manifestazioni del Sacro, a volte solisti, quando non accoppiati; altre volte in ensamble; li incontreremo nelle teofanie, nelle profezie, nelle parabole… potremmo dire che essi rappresentano l’essenza del Sacro: li troviamo come segni della rivelazione del Trascendente, nel Mistero della Trinità, nel Sacramento del Battesimo, così come nella Passione di Cristo, ad indicare l’annuncio della Parola di Dio, nell’Eucaristia, nell’Effusione dello Spirito Santo…sono essi che guidano il Popolo di Dio verso la salvezza, e convergono tutti verso l’esperienza della Verità.

I lavori di Anna Romanello si propongono come meditazioni visive, quasi indagini sensoriali, sull’oggetto della mostra; le sue creazioni, poste in dialogo, dall’allestimento di Claudio Cremonesi, con le opere già presenti in loco, producono quasi un effetto di “giaculatoria visiva”: tutto, intorno al visitatore, parla di Acqua, Luce, e Spirito, ripetutamente, intersecando segni, dipinti, sculture, e installazioni, ma in una tale maniera che, l’accostamento risultante – pur declinate stilisticamente le iconografie – crea, una tale concentrazione, da indurre stati di grande immersione contemplativa.

Santa Maria Annunziata in Borgo accetta di buon grado innovazioni ispirate, come abbiamo visto, ad esempio, nella mostra Nativity di Giovanna Dejua – che, con il Patrocinio del Giubileo, ha inaugurato il Santo Natale 2024, l’Anno Santo 2025 e l’attuale stagione espositiva della Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate -, o ancora nella mostra Il Portale degli Angeli di Antonio Teruzzi…

Il divario temporale, e quindi estetico, fra le opere già presenti in chiesa, funge quasi da compendio di Storia dell’Arte: alcune del XV secolo, come la Madonna della Salute e la Madonna del Latte; altre realizzate nel XVI, come la lunetta affrescata da Giovan Battista Montano; altre ancora risalenti al XVII sec., come il ciclo delle storie di Maria, del Massarotti; la Via Crucis del XVIII sec.; la scultura di San Michele Arcangelo realizzata da Albert Lefeuvre nel XIX sec.; la volta affrescata da Urbani del Fabbretto nel XX sec.; ed oggi, l’allestimento di queste opere del XXI secolo di Anna Romanello, pur se temporanee nell’installazione, e contemporanee nel linguaggio e nella tecnica.

Nell’avanzare lungo l’articolato e simbolico percorso espositivo proposto, emerge chiaramente come il connubio tra Acqua, Luce e Spirito non sia una mera evocazione “poetica”, ma una vera e propria esperienza sensoriale e meditativa. L’opera di Anna Romanello diventa così un invito a partecipare attivamente ad un pellegrinaggio interiore, dove il fluire dell’Acqua simboleggia il rinnovamento perpetuo, la Luce il dispiegarsi della conoscenza, e la presenza dello Spirito, l’essenza della Rivelazione. Questo dialogo silenzioso, che attraversa secoli e stili, si fa veicolo di una continuità spirituale che abbraccia l’Arte nel suo intero, e al contempo si apre alle innovazioni della contemporaneità.

Le tecniche impiegate dall’Artista, con la loro audace delicatezza, permettono un’interpretazione che va oltre le immagini, trasformando così la Chiesa in un teatro di sensazioni spirituali. La stampa calcografica e xilografica, fuse con l’uso sapiente della fotografia e della pittura, creano effetti ottici che rapiscono l’attenzione del visitatore, trasportandolo in uno stato di “ipnosi lucida”. Le opere in mostra instaurano un dialogo non solo con le antiche icone che adornano la Chiesa, ma anche con il senso universale di un ritrovamento del Sacro nel quotidiano.

In questo contesto, la scelta di illuminare con forza e fragore il simbolismo dell’Acqua, della Luce, e dello Spirito, si traduce in un percorso che incentiva il visitatore a riscoprire una dimensione interiore, quasi rituale, in cui ogni segno si fa portatore di sempiterne verità. Le superfici riflettenti, la trasparenza dei materiali e il gioco dei contrasti evidenziano l’idea di una penetrazione dell’invisibile, un’evocazione del Divino che attraversa il tempo e lo spazio. Le opere, così, non sono meri oggetti di arredamento, né le ennesime proposte d’arte contemporanea sui generis , bensì catalizzatori di un’esperienza che invita a contemplare la propria esistenza, a interrogarla con sincera maturità spirituale e a rinnovarla costantemente.

I vari “cammini espositivi”, scanditi da una cura meticolosa dell’allestimento a cura di Claudio Cremonesi, favoriscono un incontro dinamico tra passato e presente, tra fede e attualità. Le opere storiche, testimonianze di un Sacro plasmato dalla devozione millenaria, si intrecciano con le creazioni contemporanee per realizzare un tessuto narrativo ricco di significati. In questo intreccio, il visitatore si trova immerso in un ambiente dove la Luce filtra attraverso vetrate antiche, dove l’Acqua scorre come simbolo di purificazione, e dove ogni angolo della chiesa diventa custode di una memoria viva e pulsante.

Così, immerse in questo universo sinestetico, le opere di Anna Romanello non lasciano il visitatore indifferente: esso viene chiamato a riscoprire quella dimensione essenziale, quasi mistica, in cui l’arte diventa linguaggio del Sacro. Un invito a lasciarsi pervadere dai riflessi della Luce, dalla fluidità dell’Acqua, dal soffio dello Spirito, ritrovando in questo incontro la promessa eterna di una rinascita in una realtà superiore. E mentre il dialogo tra le immagini ed il Sacro continua a rivelarsi in nuove sfumature, il cammino espositivo diviene un’autentica celebrazione dell’eterna ricerca della Verità nelle sue molteplici manifestazioni.

Nel concludere questo percorso meditativo, veniamo infine richiamati dalla Parola di Dio, che ci invita a riconoscere la potenza trasformatrice del Sacro; è una proposta di riflessione che unisce le tre dimensioni – Acqua, Luce, Spirito – e si fonda sui potenti insegnamenti del Vangelo di San Giovanni.
In primis troviamo due dichiarazioni che, messe in dialogo, ci offrono una visione integrale del dono divino:

“In verità, in verità ti dico: se uno non nasce d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.” (Giovanni 3:5)

”Io sono la luce del mondo: chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.”
(Giovanni 8:12)

Questa unione di passi ci offre un ritratto emblematico della missione di Cristo: mediante il battesimo (l’Acqua), e la rigenerazione operata dallo Spirito, riceviamo la Luce che ci guida lungo il cammino della Verità.

Queste citazioni ci invitano, come comunità cristiana, a riconoscere i segni tangibili del Sacro, lasciandosi trasformare dall’incontro personale con Gesù, il quale è la Luce che dissolve ogni tenebra e riempie il cuore della forza rigenerante dello Spirito.
E infine: “Dio è Spirito, e quelli che lo adorano bisogna che lo adorino in Spirito e Verità.” (Giovanni 4:24)

Quest’ultima citazione, unita alle due precedenti, non solo riecheggia e suggella il tema cardine della mostra – l’interazione profonda tra Acqua, Luce, e Spirito – ma ci sprona, Comunità Cristiana, a cercare una relazione autentica con il Divino; essa ci ricorda che il percorso spirituale non si limita ad una dimensione estetica o rituale solo esteriore, bensì si vive interiormente, attraverso la preghiera, l’ascolto attento e l’impegno quotidiano verso l’integrazione di una Luce che illumina, purifica, trasforma radicalmente.
In questo spirito, la mostra si configura come un invito a rinnovare il nostro impegno comunitario: a riconoscere e accogliere i segni del Sacro nella quotidianità, trasformando ogni incontro e ogni esperienza in un atto di testimonianza e adorazione del Creatore.
La fusione fra l’arte contemporanea ed il patrimonio storico della nostra fede diventa così un potente strumento per ravvivare l’anima, per riflettere sul mistero della Trinità, e per riscoprire, in ogni gesto ed in ogni riflesso di luce, la presenza incessante di Dio.

La riflessione cui l’esposizione invita, abbraccia l’arte, la storia, e la spiritualità; ci spinge a vivere intensamente la nostra vocazione di fede, ricordandoci che il cammino del cristiano è un continuo divenire, una ricerca costante di Verità e Amore.
Che il sentire della Parola e l’incontro con il Sacro possano guidarci verso una comunità sempre più unita, capace di accogliere l’Acqua, la Luce, e lo Spirito che rigenerano il cuore e fanno rifiorire la speranza.

Laudetur Jesus Christus!

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