Inaugurata ieri la mostra di Anna Romanello

Ampio successo, di pubblico e di critica, per l’esposizione “Acqua, Luce, Spiritualità”, presentata ed organizzata dalla Fondazione Rezza, in una serata che ha già lasciato il segno nel cuore degli appassionati del binomio arte e spiritualità. L’evento si è svolto presso la Chiesa di Santa Maria Annunziata, a Roma, in occasione del Giubileo 2025, e ha rappresentato un incontro inedito fra arte contemporanea, sacralità e tradizione spirituale.

L’allestimento, curato con grande sensibilità da Claudio Cremonesi, ha proposto un percorso multisensoriale e meditativo, dove le opere di Anna Romanello dialogano con quelle già presenti in loco, diventando strumento di riflessione sul simbolismo intrinseco dell’acqua. Questo elemento, rappresentato in forma astratta, letterale, fisica ed anche sonora, é simbolo di vita, purificazione e rinnovamento che si fonde armoniosamente con le suggestioni della luce e le iconografie cristiane, creando un dialogo profondo fra il mistero divino e il quotidiano. Gli spettatori, accompagnati dalle note introduttive di Michele Tarroni, hanno potuto immergersi in un’esperienza che sfuma i confini tra sacro e profano, tingendo di sacralità anche l’esperienza quotidiana, e stimolando una riflessione interiore sul senso profondo della spiritualità.

L’iniziativa inoltre assume una valenza particolarmente emozionante, con una dedica della stessa alla memoria di Mons. Rezza, primo fondatore della Fondazione, la cui scomparsa, avvenuta solo due settimane fa, ha lasciato un segno indelebile nella comunità. La sua visione, la dedizione instancabile e l’impegno nel promuovere il dialogo fra fede e arte continuano a ispirare l’intero percorso della Fondazione. Attraverso questa mostra, il suo messaggio di speranza e rinnovamento spirituale si rinnova, offrendo all’utenza l’opportunità di riscoprire nuovi spazi di incontro con il divino.

La serata del vernissage ha visto la partecipazione di esponenti della diplomazia, della Curia Romana, del mondo dell’arte e della cultura, cittadini, fedeli ed appassionati d’arte, tutti uniti nel celebrare la bellezza e l’energia trasformativa promossa dall’allestimento. L’incontro ha rappresentato un’occasione per godere di un’offerta culturale d’eccezione, con un proficuo confronto intergenerazionale, in cui la bellezza si fa portavoce di un messaggio universale di pace e rinascita.

Di seguito riportiamo l’intervento di Mons. Gervais alla cerimonia inaugurale

“Cari fratelli e sorelle,
è per me motivo di gioia, ed anche un profondo onore, darvi il benvenuto alla Chiesa di Santa Maria Annunziata – luogo di fede, di storia, e cultura, molto amato dai romani – che oggi ospita l’inaugurazione della mostra “Acqua, Luce, Spiritualità”. Ammirando le opere di Anna Romanello, siamo chiamati a ritrovare quella dimensione in cui il simbolo dell’acqua si intreccia con la luce, ricordandoci che ogni goccia e ogni raggio rappresentano un messaggio di rinascita e di incontro con il divino.
Desidero particolarmente dedicare la mostra alla memoria di Mons. Dario Rezza, nostro primo fondatore – della Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate – che due settimane fa ha fatto ritorno alla casa del Padre, lasciando alla comunità cristiana un’eredità di amore, fede e impegno per la bellezza e la verità, valori che oggi rischiarano il nostro percorso e guidano le nostre scelte. Il suo spirito continua ad ispirarci, a ricordarci che, come l’acqua che rinnova e purifica, la fede ha il potere di trasformare le nostre vite e illuminare gli angoli più remoti del nostro animo.
La Fondazione proseguirà la propria missione in ossequio alla visione ispiratrice di Mons. Rezza, con le due mani al servizio del Signore: innalzando il Vangelo con una mano, per diffondere la cultura della carità, e porgendo caritatevole l’altra mano, al servizio della cultura.
Vi invito dunque a percorrere questo cammino di contemplazione, lasciandovi avvolgere dalle suggestioni delle opere esposte e dal profondo dialogo tra arte e sacralità che esse incarnano, attraversando i temi della fertilità, della divina maternità, della nascita e, su tutti, dell’acqua viva. Che la memoria di Mons. Rezza, simbolo di una maternità spirituale e di una dedizione incondizionata al prossimo, esempio di vita cristiana piena ed autenticamente vissuta, continui a guidarci e a nutrire in noi la speranza della rinascita.
Grazie per essere qui e per condividere insieme questo momento di incontro, celebra il potere trasformativo della bellezza e della spiritualità. Vi invito ad immergervi tanto nel cammino espositivo, quanto nel cammino spirituale, fissando cuore e mente sulla promessa di Gesù: “chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete”.
Amen.”

La mostra è aperta tutti i giorni, dal 4 giugno al 25 giugno, dalle 9:00 alle 20:00.

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