Prorogata sino al 22 agosto la mostra dell’abito-scultura di Roberto Capucci

Roma – 14 agosto 2025

La Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate è lieta di annunciare che, visto l’eccezionale successo di pubblico e l’alto numero di visitatori, l’installazione dell’abito-scultura di Roberto Capucci presso la Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo viene prorogata sino al 22 agosto 2025.

Accolta con entusiasmo dai visitatori italiani e internazionali, l’opera Santa Maria Annunziata – parte integrante della collezione “Grazie” – si è rivelata capace di dialogare intensamente con lo spazio sacro dell’“Annunziatina”, consolidando il ruolo della chiesa come luogo privilegiato di incontro fra arte e fede.

La Fondazione Rezza Pro Cultura et Caritate, in linea con la propria missione di promuovere percorsi innovativi di dialogo tra tradizione religiosa e ricerca artistica contemporanea, ha deciso così di offrire un’ulteriore opportunità a chi ancora non abbia potuto ammirare dal vivo la straordinaria creazione del grande couturier romano.

L’opera, tratta dal bozzetto “Madonna con le cappe doppie” e concepita come parte del dittico de L’Annunciazione, è stata visitata da migliaia di persone nelle prime settimane di apertura. Molti i gruppi organizzati, gli studiosi e gli appassionati che hanno voluto entrare in contatto con l’arte di Capucci nel contesto unico di una chiesa settecentesca a pochi passi dal Vaticano.

Il raffinato dialogo con le opere presenti in loco – dalla pala d’altare di Angelo Massarotti alla Madonna del Latte di Antoniazzo Romano – ha reso questa esperienza espositiva particolarmente suggestiva, offrendo ai visitatori un itinerario spirituale e culturale senza precedenti.

Un frame dell’abito tratto dalla mostra virtuale “Grazie – Roberto Capucci e la Ricerca della Bellezza” – 2020

Un abito che si fa scultura sacra

Roberto Capucci, maestro indiscusso dell’haute couture internazionale, ha concepito con Grazie un progetto che supera sensibilmente i confini della moda per immergersi nella dimensione dell’arte sacra. L’abito-scultura Santa Maria Annunziata (overture della summenzionata collezione) non è infatti un semplice manufatto sartoriale, ma un’opera d’arte a pieno titolo, espressione di una sacralità che si traduce in forme, colori e materiali.

Nel corso dell’esposizione, la Fondazione ha arricchito l’esperienza del pubblico offrendo una serie di iniziative collaterali che hanno riscosso grande interesse. Le visite guidate tematiche hanno accompagnato i visitatori in un itinerario interpretativo originale, capace di illuminare non solo la poetica di Roberto Capucci ma anche le relazioni profonde tra il suo abito-scultura e il contesto sacro che lo ospita. Un percorso che ha permesso di leggere l’opera non soltanto come capolavoro di arte tessile, ma come ponte tra tradizione iconografica e linguaggio contemporaneo.

Particolarmente partecipato e vivace è stato anche il workshop-laboratorio “L’abito: abitare uno Spazio Sacro”, durante il quale i partecipanti hanno esplorato le possibilità creative del costume come espressione spirituale e liturgica, trasformando la pratica sartoriale in un dialogo con la dimensione del sacro. A concludere il ciclo, l’incontro-dibattito con esperti di fashion design e critici d’arte ha visto confrontarsi voci autorevoli sul ruolo del couturier come artista contemporaneo, ridefinendo la frontiera tra costume, arte, e fede, offrendo al pubblico un’inedita chiave di lettura sull’opera di Capucci e sul suo straordinario contributo al linguaggio artistico del nostro tempo.

Prorogare la mostra sino al 22 agosto significa dare ulteriore spazio a questo dialogo fecondo tra creatività umana e creazione divina, in un momento che conferma il ruolo di Roma quale capitale mondiale della cultura e della spiritualità.

Per info: segreteria@fondazionerezza.it

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