ICONOTEOLOGIE di Rodolfo Papa

Santa Maria Annunziata (Madonna dalle cappe doppie)

L’Annunciazione di Leonardo da Vinci è l’esplicito modello di riferimento dal quale sono stati presi atmosfera e colori. I colori, ottenuti con velature nel dipinto di Leonardo, in Capucci divengono colori della terra che si illuminano e si trasfigurano alla luce del sole, ocra gialla, terra verde e terra naturale acquistano la brillantezza di raggi di luce riflessa, come Maria creatura splendente fa alla luce di Dio che le invia un messaggero celeste. Ma anche mille tele, tavole ed affreschi riecheggiano in queste forme, tanto eleganti che ci si perde nei dettagli confezionati con cura, che sembrano riprendere i veli, i mantelli, le tuniche viste e contemplate tante volte sugli altari delle nostre belle chiese. Maria nel pensiero del Maestro Capucci, non è solo fonte d’ispirazione artistica e spirituale, ma è vera fonte a cui attingere per produrre bellezza. Lei, che nel corso dei secoli è stata definita, nella riflessione dei Padri della Chiesa, con tanti attributi meravigliosi e solenni, per cantarne la bellezza. Bellezza di creatura che preservata ab aeterno dal peccato originale preserva quel legame profondo con la Grazia di Dio, in cui è avvolta, di cui è ripiena. Kecharitōmenē, appunto ovvero Piena di Grazia, questo è il saluto dell’Arcangelo Gabriele, che nell’angelica confabulazione Le porta il saluto di Dio e Le riferisce il piano divino che salverà l’intera umanità dal buio, dalla paura e dalla seconda morte. Capucci sembra volerci narrare quello splendore dell’annuncio angelico attraverso i riflessi meravigliosi sulle pieghe di quelle sete tinte e preziose che ha disegnate con cura, con la calma e la delicatezza dell’artista che cesella i particolari dei propri dipinti con l’intento di renderli significativi. Maria dialoga con l’angelo, ne apprende il messaggio, lo medita e poi lo accoglie donandosi totalmente nelle mani dei Creatore, divenendo Madre del Salvatore; per questo, qui in questo abito, Capucci ce la racconta in una luce calda di cui Ella diviene Specchio, speculum sine macula.

Arcangelo Gabriele

L’Arcangelo Gabriele ha un nome che significa letteralmente “Dio è Potente”, in altre parole “colui che mostra la potenza di Dio”. Roberto Capucci, come rappresenta questa potenza? Come raffigura il segno potente che nell’Arcangelo si manifesta? In che modo racconta dell’Essere Spirituale che riconosciamo in Gabriele? Capucci sceglie di utilizzare una tunica di seta celeste, che però conservi una punta di turchese, per dare contemporaneamente il segno del cielo, di quel cielo mattutino che al sorgere del sole si tinge di giallo di Napoli e di verdini sottili, tutti derivati nei toni del turchese misto alla biacca, insinuandosi tra i giallini e gli azzurrini trasparenti che riecheggiano i bagliori della luce appena comparsa, ed il segno dell’acqua che nelle trasparenze riflette e rifrange la luce. La potenza è svelata in un vento leggero, in un alito impalpabile, che muovendosi vivifica, e rende luminosa ogni cosa. Quella potenza di Dio è giustamente, per Capucci, narrabile come Grazia, quella Grazia che dà il nome all’intera collezione, declinata al plurale giacché si manifesta in molte sue sfaccettature, proprio nella persona di Maria e qui nell’angelo.  La trasparenza del cielo che si avvicina a Maria, la realtà invisibile che si rende visibile agli occhi di chi sa vedere oltre ed attraverso, Dio Potente che si manifesta alla giovane Vergine in tutto il suo splendore celeste, che porta un messaggio e dice parole eterne. Il Maestro Capucci traguardando tanta arte eterna, tanti capolavori dell’arte cristiana, ne trasfigura i segni e li materializza in un segno unico, che è somma, sintesi e sviluppo insieme di tante riflessioni frutto di meditazioni, sudore e fatica di tanti sommi artisti che nei secoli hanno cantato le bellezze del cielo, le realtà angeliche, lo splendore divino che irrompe nella vita quotidiana, anche attraverso le arti, e che in mille teofanie si fa compagno di viaggio, nel nostro camminare verso la stessa meta, che dal cielo, attraverso il cielo, per mezzo di esso, al cielo ci conduce.

Related Posts